Tassa su balconi e verande: cosa cambia con il nuovo decreto sul Canone Unico
Per anni proprietari di casa e amministratori di condominio si sono chiesti se il Comune potesse chiedere un canone per i balconi e le verande che sporgono sulla strada.
Il D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 147 mette un punto fermo: balconi, verande, bow-window e simili infissi di carattere stabile non sono occupazione di suolo pubblico ai fini del Canone Unico Patrimoniale (CUP).
Cos’è il Canone Unico Patrimoniale
Dal 1° gennaio 2021 il CUP (legge 160/2019, art. 1, commi 816-847) ha preso il posto di TOSAP, COSAP, imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni.
Si paga in due casi: quando si occupa uno spazio pubblico, anche soprastante o sottostante, e quando si espone un messaggio pubblicitario.
Perchè c’erano dubbi sui balconi
La vecchia TOSAP escludeva espressamente balconi, verande e bow-window. Il CUP, invece, non ripeteva quell’esclusione, e questo aveva fatto temere una “tassa sull’ombra”: un canone sulla porzione di edificio che si proietta sopra la strada. Il decreto del 2026 colma il vuoto e riporta nel CUP la stessa esclusione prevista in passato.
Cosa è escluso e cosa no
- Esclusi dal canone: balconi, verande, bow-window e altri infissi stabili che fanno parte dell’edificio.
- Non automaticamente esclusi: manufatti o installazioni che costituiscono una vera occupazione dello spazio pubblico e non sono parti stabili dell’immobile.
L’esclusione, quindi, non significa che qualsiasi struttura sopra la strada sia libera da canone. Conta la natura concreta dell’opera e il modo in cui è integrata nell’edificio. Nei casi dubbi, il riferimento è il regolamento del proprio Comune.
Attenzione alla pubblicità sul balcone
Il balcone non è tassato, ma ciò che ci si appende può esserlo. Un’insegna, uno striscione o un altro mezzo pubblicitario con messaggio commerciale ricade nel canone sulla diffusione dei messaggi pubblicitari, che ha un presupposto diverso dall’occupazione. Contano il tipo di messaggio, le caratteristiche del mezzo e la sua visibilità da un luogo pubblico o aperto al pubblico. Chi ha un’attività commerciale con vetrine o balconi sulla strada farà bene a verificarlo.
Fisco e urbanistica: due piani diversi
Non pagare il CUP non vuol dire poter costruire o modificare liberamente. Se vuoi chiudere un balcone o realizzare una veranda, l’intervento può richiedere un titolo edilizio, come CILA, SCIA o permesso di costruire, a seconda dell’opera, delle sue dimensioni e della normativa locale. Alcune vetrate amovibili possono rientrare nell’edilizia libera, ma solo a determinate condizioni.
Una veranda realizzata senza il titolo corretto può creare problemi ben più seri di un canone: sanzioni, difficoltà in caso di vendita o di richiesta di mutuo, contestazioni in condominio.
Prima di iniziare i lavori conviene verificare la conformità dell’intervento con un tecnico abilitato.